Il fascino dell’analogico

Da Gravel Records ricorriamo al digitale solo per le cose in cui eccelle, il resto del processing è eseguito con delle macchine analogiche accuratamente selezionate.
Nel nostro studio, ogni singolo processore di segnale è una scelta ponderata, ogni outboard è in quel preciso punto della catena per ottenere esattamente “quel suono”.
Nessuno dei nostri acquisti è in sala per fare numero. Investire in processori economici ma vistosi conferisce alla regia una certa “importanza” per l’occhio di un musicista che non si intende di fonica, ma basta un minimo di attenzione per rendersi conto che, molti di quei processori, non verrebbero neanche mai accesi! Ad uno studio che non intende prendersi gioco della clientela, dunque, una sala piena di “macchinari per ogni evenienza” non serve.
I nostri hanno tutti uno scopo, dal primo all’ultimo.

Parlando di qualità… Con una piccola ricerca potrai notare che i nostri sono tutti processori di prim’ordine, utilizzati da artisti di spessore contemporanei e non. Tra i vari, risaltano nomi come Avicii, Daft Punk, Tommy Lee, Kendrick Lamar, Drake, Guns N’Roses, Bob Dylan, Robin Schulz, 2 Chainz, G-Eazy, Riot, Big Sean, Warren B, Marshmello, Lost Frequencies, Rufus, Alan Walker, Chief Keef, Eden, Gucci Mane, Hans Zimmer, Hardwell, Madlib, Taylor Swift, Rick Rubin, Justin Bieber, Rick Ross, Dr Dre, Bass Brothers, Eminem, Migos e la lista continua!

Il digitale è un nostro fedele alleato, ma bisogna affidargli solo i compiti in cui eccelle. Pretendere che suoni come l’analogico è come sperare di andare a 200Km/h con un trattore: ha gli stessi cavalli di un’auto sportiva, ma riuscirà mai a sfrecciare su un rettilineo?
Nell’archiviazione, riproduzione e gestione degli impianti, però, un computer è imbattibile. Non sarebbe, dunque, la soluzione definitiva possedere sia il trattore che l’auto sportiva e usarli entrambi per il lavoro giusto?
Per questo motivo, volendo essere precisi, il nostro modo di lavorare non è analogico ma “ibrido“.

Nella musica classica ed acustica ci allontaniamo già un po’, ma in quella leggera e nell’elettronica i settaggi più “spinti”, spesso, sono i più musicali, e in digitale sono pressoché impossibili da ottenere senza una certa dose di distorsione. E noi non vogliamo che ciò avvenga, giusto?
“Quel calore” che ci piace tanto si può ottenere solo con delle macchine analogiche.
Sono l’unico vero strumento per ridurre al minimo l’effetto collaterale del processing. Il segreto? La distorsione dovuta al processing c’è eccome ed è più forte che in digitale, ma i componenti buoni distorcono in un modo che al nostro orecchio piace!

E allora cosa stai aspettando? Prenota ora una sessione e vieni a sentire con le tue orecchie come suona il tuo brano quando è nelle mani di un professionista!