Loudness War

Forse ne avrai già sentito parlare…
La musica che passa in radio (e la mainstream in generale), oggi, suona “forte”, anche più del dovuto. Cosa significa questo? E come mai? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Prova a pensare: oltre al volume regolabile del tuo impianto stereo, a rigor di logica, la musica deve avere un suo volume generico, che dovrebbe variare un pochino a seconda di canzone e canzone, ma che dovrebbe essere sempre quello, altrimenti ogni traccia suonerebbe per i fatti suoi. Chiaramente ci sono delle regole, degli standard, proprio perché ciò avvenga. Diciamo che la regola, per quanto riguarda la musica digitale, è che c’è una certa “soglia di volume” da non superare, un punto di riferimento per tutti.
Fino a qualche anno fa la logica era: il volume generale di ogni traccia dev’essere tale che suoni continuativamente in una certa maniera e che i picchi massimi siano verso la soglia da non superare. Ma qualche produttore discografico si è chiesto: cosa succede se una canzone viene “compressa” in modo tale che non superi mai (o quasi, certe volte non viene rispettata la norma) la soglia massima ma che il volume generale sia sempre lassù in cima? Risposta: musica “più forte”. O almeno ci sembra, poiché l’orecchio umano è più sensibile al volume continuo che ai suoi picchi. Ed è così che, da diversi anni a questa parte, è cominciata questa sorta di gara a chi fa uscire il disco più “pompato”, per “sorprendere” sempre di più l’ascoltatore, per dare sempre di più l’idea di qualcosa di imponente e per far credere a chi ascolta la musica dal cellulare che i brani in questione siano migliori di altri. Ma tutto ciò è un bene?
Assolutamente no.

Nei brani musicali c’è un fattore chiamato “dinamica”, ossia la differenza fra il picco massimo e il volume continuo che si riscontrano nel brano in questione. È importante che questo valore rimanga alto il più possibile perché significa che la traccia ha “spazio” per suonare, ma se essa viene compressa ciò non avviene, e su un impianto audio decente, già a partire da un volume mediamente sostenuto, la canzone comincerà a suonare male, a distorcersi e a sembrare un agglomerato di suoni confusi.
Piccola parentesi per chiarirci: non stiamo parlando di una compressione di tipo informatico, ma di un procedimento che viene effettuato sul suono.

C’è in corso quella che viene definita una guerra (“loudness war”, per l’appunto) tra gli appassionati di musica e i discografici perché le cose cambino. Si può dire quello che si vuole, ma tenere tutto così compresso è sbagliato. E lo dicono anche dei recenti studi: la musica così detta “rumorosa” inizia ad ANNOIARE l’orecchio dopo già soli 20 secondi di ascolto, e più passa il tempo più la voglia di ascoltare la musica cala. Noi non vogliamo questo, giusto?

In soldoni: quando sentirai una canzone che sembra suonare leggermente più piano di altre che ascolti regolarmente, adesso saprai che:

  • 1) Non hai le traveggole
  • 2) Paradossalmente non è chi ha fatto questa canzone che sta sbagliando, ma tutti gli altri!

Da Gravel Records sarai servito da professionisti che sanno come esportare le tue canzoni ad un volume decente per essere ascoltate ma comunque con un’ottima dinamica.
Vuoi che la tua canzone suoni esattamente come tutte le altre più famose? Beh, si può fare. Per quanto non rientri nella nostra politica si può fare. Ma lo sconsigliamo vivamente, perché a rimetterci sarà l’ascoltatore, e se la tua scelta è questa, quando installerai un impianto migliore in casa tua sarà troppo tardi per capire cosa stiamo cercando di dirti.